Dress code (non obbligatorio): per gustarsi lo spettacolo in libertà, il pubblico è invitato a venire a teatro in pigiama.
Pigiama Party è un meccanismo comico perfetto e paradossale, che racconta i nostri tempi parlando apparentemente di tutt’altro. Uno spettacolo in cui si parla di uno spettacolo che non esiste, dando per scontato che tutte le persone in sala l’abbiano visto. Uno spettacolo sulla fine dell’adolescenza, su un’età adulta che ha dimenticato le possibilità sociali del gioco immaginativo, e che non comprende più il piacere misterioso ed erotico di partecipare a un Pigiama Party fuori dal controllo parentale. Parlando apparentemente di tutt’altro, Pigiama Party analizza alcune derive malsane della comunicazione contemporanea, in un periodo storico in cui la massiccia presenza di informazioni inutili, false e contraddittorie ha trasformato l’era dell’informazione alla portata di tutti in un inferno di sovrastrutture identitarie e verità fittizie, in cui diventa sempre più difficile attivare una propria interpretazione personale non strumentalizzata.
Durata: 60 minuti
Pigiama Party
ideazione Antonio “Tony” Baladam, Rebecca Buiaforte
drammaturgia e regia Antonio “Tony” Baladam
interpreti Alessia Sala, Giacomo Tamburini, Antonio “Tony” Baladam
Collettivo Baladam B-side
co-produzione Teatro Gioco Vita, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
con il sostegno di Teatro Due Mondi, Teatro delle Ariette
COLLETTIVO BALADAM B-SIDE
Il collettivo Baladam B-side, fondato nel 2021 a Bologna dal regista e linguista Antonio “Tony” Baladam e dalla poeta e semiologa Rebecca Buiaforte, si occupa di teatro contemporaneo, performance, teatro ragazzi, danza, laboratori di narrazione 3.0 e podcasting, ponendo alla base del lavoro una ricerca multidisciplinare che spazia tra linguistica, semiotica e sociologia.
I nostri progetti sono declinati attraverso il “Sistema dell’Antiritualità”, un metodo teatrale originale che prevede una decostruzione costante degli stilemi e dei rituali della rappresentazione, ricercando forme nuove di annullamento delle mediazioni.
Lavoriamo soprattutto sulla relazione tra identità, cultura e capitale, e utilizziamo l’ironia complessa come costante filtro interpretativo della realtà.
Come diceva Roland Barthes, caricando il suo fucile: “Ogni immaginario collettivo buono, è un immaginario collettivo morto”. Di questa frase, in realtà elaborata da noi, abbiamo fatto il mantra della nostra ricerca e del nostro metodo.
Il Collettivo lavora con nuclei artistici differenti per ogni suo progetto.
Attualmente fanno parte del gruppo, oltre ai due fondatori:
Nina Lanzi (attrice), Giacomo Tamburini (attore), Camilla Violante Scheller (attrice), Alessia Sala (attrice), Erica Meucci (danzatrice, coreografa), Giuseppe Claudio Insalaco (danzatore, attore), Maria Susca (danzatrice, coreografa), Marco Del Pezzo (infermiere, attivista, attore), Elena Pelliccioni (attrice, performer), Guido Sciarroni (attore, danzatore), Selene Demaria (attrice, musicista), Pierre Campagnoli (organizzazione)