Cantiere Obraz

PRODUZIONI TEATRO RAGAZZI

Cantiere Obraz cura, insieme al direttore artistico del Teatro di Cestello, Marcello Ancillotti, la programmazione della STAGIONE DI TEATRO RAGAZZI  “MA CHE BEL CESTELLO”, da ormai diversi anni con spettacoli storici come “Alice Cascherina” e “Riciclamondo”, affiancandoli e nuove e continue produzioni, come “ I vestiti nuovi dell’imperatore”. La produzione per ragazzi è inserita dal 2015 all’interno del Cartellone 2018/19 della Chiavi della Città (progetto del Comune di Firenze), in collaborazione con Cenacolo dei Giovani, per cui propone spettacoli di alto valore formativo.

ALICE CASCHERINA

Alice Cascherina è una bambina molto molto curiosa. La sua curiosità e la sua gioia di vivere la portano a cacciarsi sempre nei guai, infatti, cade sempre e dappertutto, ma non nel senso che inciampa: Alice cade “dentro” le cose. Durante una noiosissima giornata di pioggia, in cui non c’è proprio niente fa fare, Alice, svogliatamente, prende dallo scaffale un grosso libro di fiabe e in batter d’occhio ci cade dentro. Comincia così la sua avventura: incontrerà tutti i suoi personaggi preferiti e interverrà nelle vicende del lupo, di Cappuccetto Rosso, del Gatto con gli Stivali e molti altri. E alla fine dell’avventura potrà dire solo una cosa: “Ma come è bello leggere!”

Lo spettacolo “Alice Cascherina” ruota intorno ad un elemento scenografico centrale: un grande libro pop-up praticabile, da cui escono i personaggi delle fiabe lette dalla protagonista. Attraverso un magico e suggestivo gioco di luci, lo spazio scenico si trasforma continuamente e Alice vive, come in un sogno, molte avventure. L’elemento scenografico unito a quello musicale sottolinea l’iniziale conflitto di Alice e la sua crescita attraverso l’esperienza della lettura. Il linguaggio è semplice e attuale intervallato da momenti cantati secondo il genere RAP.

produzione Cantiere Obraz
da I racconti di Alice Cascherina di Gianni Rodari
in collaborazione con Catalyst Theatre Company
drammaturgia CANTIERE OBRAZ
con
Alessandro J. Bianchi, Michela Cioni, Paolo Ciotti, Alessandra Comanducci, Camilla Pieri, Carlo Salvador

scenografie Lorenzo Brinati, Francesca Vitale

RICICLAMONDO

La pratica del riciclaggio prevede un articolato sistema organizzativo che coinvolge la società a partire dal singolo cittadino (o consumatore) fino alle imprese di riciclaggio e smaltimento. Per il buon funzionamento di un sistema di riciclaggio è difatti necessario che il cittadino partecipi al processo attraverso la RACCOLTA DIFFERENZIATA.

Da questa riflessione muove i suoi passi lo spettacolo RICICLAMONDO: un modo divertente e spensierato per invogliare bambini e ragazzi alla pratica del RICICLAGGIO e del RIUSO, sempre più necessaria nella nostra società.Gina la lattina e altri quattro rifiuti (Ciocco il giornale, Petronia la bottiglia di plastica, Crepapelle la bottiglia di vetro eL’Arancia Marcia) si trovano chiusi insieme, senza ricordarsi da dove vengono, in un sacchetto della spazzatura all’incrocio di una grande strada di città. Appena capiscono di essere stati gettati, vengono trasportati alla discarica dal camion della spazzatura, dove dovranno essere mangiati dall’Inceneritore.Ma arrivati alla discarica i personaggi, lavorando in gruppo, riescono a scappare e a nascondersi; i cinque, disperati per il loro destino, vengono a conoscenza, grazie a uno stormo di gabbiani, venuti alla discarica per cercare cibo, di un posto meraviglioso “RICICLAMONDO”, dove tutti i rifiuti hanno una seconda possibilità…Riusciranno, dopo varie avventure, a raggiungere questo mondo nuovo e ad essere riciclati in quello che desiderano.

produzione Cantiere Obraz 
in collaborazione con Catalyst Theatre Company
drammaturgia Alessandra Comanducci
con Alessandro J. Bianchi, Michela Cioni, Paolo Ciotti, Alessandra Comanducci, Fabrizio Pezzoni, Camilla Pieri

ABBASSO LA GUERRA

“La fantasia fa parte di noi come la ragione: guardare dentro la fantasia è un modo come un altro per guardare dentro noi stessi”. (Gianni Rodari)

Il mondo delle fate è tutto scombinato… non si sa cosa può essere stato!”. Pinocchio, la Bella Addormentata, il Lupo, i Tre Porcellini: il mondo delle fiabe sembra davvero essere sconvolto da qualcosa di inspiegabile. I nonni sembrano non ricordarsi le favole e i bambini adesso come fanno? Toccherà alle Belle Fate andare in giro tra mondo reale e mondo delle favole per salvare questa inspiegabile questione. Le Belle Fate sono disoccupate perché nessuno le chiama più dal mondo reale. Le persone hanno dimenticato le fiabe e dappertutto imperversa un’aria di guerra e comandano i generali. Saranno i bambini a convincerli a far tornare le fate e a gettare le armi.

produzione Cantiere Obraz

drammaturgia Alessandra Comanducci
con Michela Cioni, Alessandra Comanducci, Camilla Pieri 

Regia Alessandra Comanducci

L’UCCELLO DI FUOCO

Ivan è un principe svogliato e che ha già tutto quello che può desiderare, vive da sempre nel suo grande castello e nel suo giardino incantato, immerso negli agi e nella bambagia. Ma il furto di alcune mele d’oro da parte dell’uccello di fuoco, lo costringe ad avventurarsi, assieme al suo coraggioso cavallo Fantasio, fuori dal castello per la prima volta. Da questo momento vivrà molte avventure, affronterà un perfido mago e, alla fine, troverà l’amore, diventando un uomo coraggioso e intraprendente.

L’Uccello di Fuoco o Zhar-Ptitsa e un archetipo delle fiabe russe, spesso confuso con la Fenice. Ma mentre la Fenice e una figura che ha a che fare con la vita e con la morte, cioe con la rinascita in senso lato, in realtà, l’ Uccello di Fuoco rappresenta l’ardore, la passione, la febbre e ha a che fare con la ricerca della felicità.

Questo è uno spettacolo che tratta il tema della ricerca della felicità. Esistono numerose versioni della fiaba: l’Uccello d’oro dei Fratelli Grimm, l’ Uccello di Fuoco di Afanasjev’, la piu famosa fra le moltissime versioni del folklore russo; in Italia, Emanuele Luzzati e Tonino Conte ne hanno scritto una loro personale redazione ed e impossibile non pensare al balletto Uccello di Fuoco di Stravinskij. In ognuna di queste fiabe un principe, alle volte stolto e alle volte coraggioso, cacciando o inseguendo l’uccello di fuoco entra in possesso di una sua piuma e simbolicamente apre la porta alla felicita, o meglio si crea la possibilità di cambiare il suo destino. Partendo da questa riflessione abbiamo di concentrarci sulla tematica dell’”essere attori del proprio destino”, della sfida personale, ma anche sul tema dell’amicizia e dell’amore. Inoltre il progetto di messa in scena si basa sulla scelta di creare una drammaturgia scenica in cui la recitazione s’incontri con la danza.

produzione Cantiere Obraz 
drammaturgia adattamento di Alessandra Comanducci da un’antica fiaba russa
movimento scenico e coreografie Fabrizio Pezzoni
immagini Marco Zamburru
con Alessandro J. Bianchi, Michela Cioni, Paolo Ciotti, Alessandra Comanducci, Fabrizio Pezzoni

LA VERA STORIA DI CENERENTOLA

Cenerentola è la fiaba più classica di tutte, originaria forse dell’Antico Egitto o della Cina. E’ una storia trasversale comune a moltissimi popoli, in cui la bella orfana attraverso il suo mite carattere, la sua bellezza e ovviamente un “pizzico di magia” riesce a riscattarsi dalla condizione di sottomissione e a realizzare i suoi sogni. La storia appare in circa 300 varianti ed è stata fonte d’ispirazione per Opera, Balletto, Teatro e Cinema, si tratta di uno sconfinato materiale da cui è interessante estrapolare tratti comuni e differenze. Secondo questo spirito nasce lo spettacolo “La vera storia di Cenerentola”: un gioco teatrale fra attori e piccoli spettatori, fra vero e finto, fra attore e personaggio, teatro e vita.

drammaturgia Cantiere Obraz
con Alessandro J. Bianchi, Michela Cioni, Paolo Ciotti, Alessandra Comanducci, Thomas Harris, Camilla Pieri
scenografia Thomas Harris

I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE

La vicenda narra di un imperatore vanitoso, reggente di un paese fantastico, che trascorre gran parte del suo tempo nella cura del vestiario e ben poca nella cura del suo regno. Ma ecco che un giorno si presentano a corte due tessitori. Dicono di esser giunti da un paese lontano e di recare con sé una nuova stoffa, preziosissima, di loro invenzione.

Questa avrebbe un immenso potere magico: “Invisibile resta per coloro che in testa hanno poco cervello e per le persone che occupano certe poltrone, certe cariche altolocate senza averle meritate.” “Con quelle vesti finalmente potrò sapere se i miei ministri sono onesti o ladri, intelligenti o sciocchi…” – pensa subito l’imperatore, ordinando che gli sia confezionato un abito fatto di questa stoffa. Al momento della consegna, tuttavia, né i cortigiani, né l’imperatore riescono ad intravedere l’abito fatidico. Che fare? Nessuno ha intenzione di fare la figura dello sciocco inadeguato, perciò tacitamente tutti quanti, dissimulano, fingono di vederlo per davvero e si complimentano per l’abilità dei tessitori. La finzione si trascina fino alle sue estreme conseguenze: il re, l’abito indosso, sfila per i sudditi nelle strade del regno. E tutti, sgomentati dalla nudità regale, ma incapaci d’onestà, fingono ugualmente profondendosi in inchini ed elogi per la magnificenza del capo. L’incantesimo è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida con innocenza: “Ma il re … è nudo!”.

Drammaturgia originale a cura di CANTIERE OBRAZ
Liberamente tratto da G. Rodari e da Hans Christian Andersen

Regia Alessandro J. Bianchi
con Michela Cioni, Alessandra Comanducci, Paolo Ciotti, Thomas Harris
luci e ombre Diego Cinelli
Scene e Costumi: Thomas Harris
Ufficio stampa e promozione Camilla Pieri