Cantiere Obraz

L'UCCELLO DI FUOCO

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Ivan è un principe svogliato e che ha già tutto quello che può desiderare, vive da sempre nel suo grande castello e nel suo giardino incantato, immerso negli agi e nella bambagia. Ma il furto di alcune mele d’oro da parte dell’uccello di fuoco, lo costringe ad avventurarsi, assieme al suo coraggioso cavallo Fantasio, fuori dal castello per la prima volta. Da questo momento vivrà molte avventure, affronterà un perfido mago e, alla fine, troverà l’amore, diventando un uomo coraggioso e intraprendente.

L’Uccello di Fuoco o Zhar-Ptitsa e un archetipo delle fiabe russe, spesso confuso con la Fenice. Ma mentre la Fenice e una figura che ha a che fare con la vita e con la morte, cioe con la rinascita in senso lato, in realtà, l’ Uccello di Fuoco rappresenta l’ardore, la passione, la febbre e ha a che fare con la ricerca della felicità.

Questo è uno spettacolo che tratta il tema della ricerca della felicità. Esistono numerose versioni della fiaba: l’Uccello d’oro dei Fratelli Grimm, l’ Uccello di Fuoco di Afanasjev’, la piu famosa fra le moltissime versioni del folklore russo; in Italia, Emanuele Luzzati e Tonino Conte ne hanno scritto una loro personale redazione ed e impossibile non pensare al balletto Uccello di Fuoco di Stravinskij. In ognuna di queste fiabe un principe, alle volte stolto e alle volte coraggioso, cacciando o inseguendo l’uccello di fuoco entra in possesso di una sua piuma e simbolicamente apre la porta alla felicita, o meglio si crea la possibilità di cambiare il suo destino. Partendo da questa riflessione abbiamo di concentrarci sulla tematica dell’”essere attori del proprio destino”, della sfida personale, ma anche sul tema dell’amicizia e dell’amore. Inoltre il progetto di messa in scena si basa sulla scelta di creare una drammaturgia scenica in cui la recitazione s’incontri con la danza.

L’UCCELLO DI FUOCO
produzione Cantiere Obraz
drammaturgia & adattamento di Alessandra Comanducci da un’antica fiaba russa
movimento scenico e coreografie Fabrizio Pezzoni
immagini Marco Zamburru
con Alessandro J. Bianchi
Michela Cioni
Paolo Ciotti
Alessandra Comanducci
Fabrizio Pezzoni